DOVE SONO FINITI I BAMBINI?

RIABITARE IL BAMBINO/A

Nell’isolamento da Coronavirus che ci vede serrati a casa già da almeno sei settimane forse abbiamo smarrito i bambini ….Nessuno parla dei bambini, né il Governo, né la Protezione Civile…….forse perché il Covid 19 non li ha “PREFERITI” ai nonni o agli operatori sanitari contagiati (IN TROPPI!), forse perché non esprimono “voti”, ma il dramma dei bambini o peggio degli adolescenti chiusi dentro le mura domestiche senza socializzazioni di alcun tipo e senza la scuola ne ha svuotato il mondo interno.

Sembrano case disabitate dove regnano mascherine, disinfettanti per le mani, bollettini su statistiche, spesso incomprensibili, di probabili morti per Covid …..dove tutto è Covid, il cibo, i giochi, le relazioni, gli affetti.

Le case piene di persone, conviventi, come non mai, ma non solo di persone che cantano dai balconi, famiglie che preparano pane e biscotti, ma abitate anche da persone troppo preoccupate, disoccupate, talvolta persino violente, maltrattanti, conflitti esplosi con virulenza e bambini dimenticati.

E il genitore? O nega la paura ridicolizzandola o attua un comportamento iperprotettivo e ansioso aggiungendo la propria paura a quella del bambino, che in entrambi i casi rimane in preda al caos, assillato da mille domande senza risposta.

Lo spazio interno infantile rischia di essere svuotato, non più creatività, fantasia, gioco, ma fruizione passiva di schemi, programmi televisivi e/o esposizione ai media , dove non c’è spazio né tempo per l’elaborazione.

A fronte quindi di una presunta maggiore coabitazione con le figure parentali potremmo assistere ad una disabitazione della casa del bambino, ovvero del suo mondo interiore.

Pensiamo a quali sono gli arredi della casa di un bambino: la socializzazione con il mondo esterno , di cui scopre, sperimenta e decodifica i simboli, il mondo della relazione, fatta di bambini, adulti, nonni, insegnanti, attraverso cui sperimenta la propria individualità affettiva ed emozionale, l’apprendimento, la scuola, attraverso cui sperimenta  il sapere, nuovi contenuti, nuove idee.  Questa casa adesso è vuota: non ci sono più i nonni, nella speranza siano ancora vivi, non c’è più la scuola, i compagni, le maestre, i compiti sono diventati “strani”, c’è il computer, ma non i colori, la penna a forma di supereroe, i quaderni profumati di carta nuova, ……Io bambino non comprendo ciò che accade intorno a me e nessuno mi narra la storia di cui faccio parte!

Posto in prima battuta che le circostanze esterne non cambieranno se non lentamente, che la scuola non riaprirà le porte se non dopo l’estate, che l’adulto comunque è preoccupato e teso per il lavoro, pur se ringraziando un Dio che avrà da qualche parte che il Covid non lo ha ucciso, possiamo cambiare il mondo interno del bambino, “riabitando” gli spazi vuoti e riempiendoli di contenuti.

La chiarezza della narrazione degli accadimenti, senza protezioni iper ma con toni rassicuranti, ad esempio su dove sia finita la nonna che gli preparava la ciambella; la stimolazione della creatività e la produzione di elaborati grafici, storie o disegni, gli consentirà di esprimere quanto ha compreso, le aspettative, i desideri, i sogni, le paure. La produzione di musica, la costruzione di un oggetto con papà, riordinano il caos interiore di cui pochi anzi quasi nessuno del media o Garanti di qualsivoglia diritto dei minori si stanno occupando. Non dimentichiamo che questi minori di oggi ricorderanno questa primavera del 2020, peraltro anno bisestile, e se l’asteroide che dovrebbe “toccare” la Terra a fine Aprile ci risparmierà (……), dovranno farci i conti da adulti con questa Viremia che ha messo in ginocchio un sistema globalizzato …. Saranno loro gli adulti di domani e speriamo che abbiano imparato e facciano meglio di noi! 

PSYCOPEDITOR

Dr.ssa DANIELA  BOCCHIERI

Più che psico….pedagogeditor