Incubus

Incubi. Nella nostra mente, a volte, ne vivono molti. Alcuni chiari, visibili. Altri meno. Nascosti. Rintanati chissà in quale angolo della nostra vita. Incubo. “questa vicenda è un incubo”. Non riuscire ad uscire da una situazione spiacevole o non risolvere qualcosa può trasformarsi in “incubo”.  Quante volte abbiamo sentito storie di donne che hanno vissuto una relazione che si è trasformata in un “incubo”.

Guardiamoci intorno. Certo ora vediamo solo le mura delle nostre stanze. Rinchiusi. Stanchi della solita monotonia e incerti del domani. “È un incubo”. Innegabile. Quando ho immaginato questo blog l’ho fatto qualche anno fa. È nato per gioco con una amica. E poi, come ogni tanto succede, si è assopito. Confesso che non sapevo che cosa dovesse diventare. Per chi mette su un blog, un sito, beh…mi sia concesso una cosa del genere è un incubo! Ma nonostante il passare del tempo, sapevo e so ancora che questo spazio è nato per qualcosa. Lo so vi chiederete per cosa: ebbene, sarei disonesto se non vi dicessi che a volte, non lo so. Eppure non mi arrendo. Che siate due o mille persone a leggere o solo uno, non mi importa. Leggete. Scrutate. Non abbiate paura di capire o non capire. Ma spendete del tempo per andare oltre le prime 3 parole: “social da incubo”.

Non è sempre come tutto appare. Sarà difficile mantenere tra noi questo rapporto di fiducia? Riusciremo sempre a capirci io, noi…. Voi? Non lo so. Vale la pena tentare.

Perché un blog? Perché nel silenzio delle nostre città uno spiraglio di umana solitudine ci sta forse facendo riavvicinare. L’incubo della “disconnessione”, della “lontananza fisica” ci fa paura, ma è innegabile che il guardarsi attorno, costretti, rintanati ci ha fatto guardare di nuovo fuori dalla finestra. Uscire dai nostri gusci tecnologici, certo per rientrarci subito, ma avete mai visto quanto realmente siano piccole o grandi le nostre stanze? Quanto chiassoso sia il cane del vicino o quanto bello sia scrivere alle due di notte?

In fondo non è pur sempre un sogno l’incubo? E se così è perché non immaginare di tornare ad essere migliori?

Fantasie notturne. Sogni o incubi? Non importa. È fantasia. È mia. E adesso anche tua. Vostra. Non importa.

Che sia il nostro diario. Promettiamoci che ci sentiremo. Che io scriverò. Che noi scriveremo e che voi leggerete. E riscriverete, in cuor vostro, ogni parola.

Social da incubo. Social: sociale, socializzare. In mezzo al vuoto della rete cosa sono i social?

Ve lo siete mai chiesto? Chi siamo nei social?

Foto, tag, tweet. Siamo anche questo. Ma non solo questo. Siamo la passione che intasa le connessioni.

Bit che passano attraverso la musica, la camera, la curiosità, la violenza verbale, la rabbia, la gioia, le foto, gli auguri, i ricatti, l’odio…ma anche il “tam tam” più generoso, la voglia di stringersi attorno, di vedersi, di sorridere. Social da incubo. Sociali da un incubo. Non so oggi mi suona tanto strano e tanto attuale.

Raccontiamoci. Per essere più sociali. Raccontiamoci. Per affrontare i nostri incubi e superarli.Se pensate sia così. Allora siete atterrati sul blog giusto.

Se non è così, e siete arrivati fin qui…beh…grazie per averci ascoltato. E letto. Buona lettura di un testo scritto a mano e dattiloscritto dopo. Lo so. Sono le stesse parole…ma hanno un sapore diverso.